lunedì 8 settembre 2008

Massimo Scarpati


Al campionato assoluto appena concluso ho avuto il piacere e l'onore di conoscere il più grande campione di tutti i tempi ( a detta di un certo Amengual...). Ma prima ancora un UOMO straordinario per simapatia ed umiltà. Sto parlando di Massimo Scarpati!
Non sono di quelli che hanno gli idoli, per cui pur sapendo molto su di lui, non mi sono mai interessato molto. Fino a quando, l'altro anno, non mi è capitato tra le mani il suo ultimo libro :"Il tempo di un'apnea".
L'ho letto tutto ad un fiato e ne sono rimasto affascinato. Vi ho scoperto un uomo che ha vissuto esperienze incredibili in un mondo che è quello che io amo. Ma trovando ben altro che carnieri e vittorie, bensì uomini e storie di vita. Sulla scia dei più grandi scrittori avventurieri che fanno della loro esperienza ( qualunque essa sia ) la via per sondare i misteri della vita e del mondo. Ed alla fine mi è rimasta la speranza di poterlo conoscere.
Ebbene...l'altra settimana è successo!
Mi sono avvicinato a lui in un momento in cui non c'erano altre persone a fargli domande. Ed ho esordito facendogli i complimenti per il suo libro. Mi ha risposto che il libro era il mio...che l'avevo letto....
Poi è stato tutto molto naturale. Parlare del passato, delle sue gesta, ma anche delle mie terre ( Istria e Dalmazia ) che lui ha conosciuto tramite le gare di pesca in apnea.
Solo per riportare alcune delle storie che mi ha raccontato....

Mares. Il fondatore della prestigiosa ditta ha origini istriane ed è venuto profugo in italia cambiando il nome da Marec a Mares! E pure i mitici Treleani sono di origine istriana...alla faccia dell'istria che non fa campioni!

Mi diceva di un campionato europeo svolto a Lussino dove venne per la prima volta. Alla partenza da Napoli un vecchio pescatore gli diede le mire di una secca di fronte a punta croce, dove questi uomini ( di altri tempi...) andavano col gozzo a remi e a vela viaggiando tutta l'estate. Lui vi pescò ed arrivò secondo. Sono passati 50 anni e questa sembra preistoria!

Al granpremio di Ustica vide gli atleti della nazionale yugoslave discutere "animatamente" per chi dovesse gareggiare....la spuntarono i sopravvissuti...

Gli ho chiesto chi secondo lui è stato il più grande pescatore in apnea che ha conosciuto. Al chè lui ha cominciato a parlare di Mazzari che ha vinto 3 mondiali di fila...ecc...ma io l'ho subito interrotto. Volevo sapere di quelli che aveva visto e conosciuto. Volevo sapere delle sue sensazioni, non di statistiche.
Allora lui si è messo a raccontare di un Tahitiano che al gran Premio di Ustica fece un carniere stupendo tutto fatto di pesci presi al libero. Era basso e con il pancione, ma pescava in 35 metri con 10kg di piombo!! Per ogni pesce conosceva il tipo di richiamo.
Da li è cominciato il discorso sulla sua esperienza tahitiana dove afferma di aver conosciuto i più grandi pescatori del mondo. Questi solo per mancanza di cultura agonistica non hanno spopolato nelle gare. Basti pensare che all'epoca la Francia andava li a prendere ( tahiti era una colonia francese ) 2 o 3 pescatori e li metteva in nazionale. Tapù e Nanai solo per citarne alcuni...e Massimo dice che c'è ne erano di più forti li!!

Mi ha perfino invitato a venirlo a trovare a Stintino in Sardegna. E forse ci andrò.

Infine come non citare il suo regolamento ecologico che ideò più di 30 anni fa. E che è sicuramente il futuro delle competizioni. Per una nuova generazione di pescatori-conoscitori del mare dal quale non si può più prendere indiscriminatamente.
Esso consiste principalmente nell'assegnare un punteggio progressivamente più alto alle specie diverse che si catturano ( 1ma specie 1000 punti, seconda 2000...e così via ), in modo da stimolare gli atleti ad effettuare tutti i tipi di pesca. Così da esser costretti ad insidiare tutte le specie e a non insistere su una tana piena di saraghi.
La vera rivoluzione poi sarebbe di poter effettuare queste gare nelle AMP e raccogliere i dati biometrici delle catture.
Se si fosse fatto 30 anni fa, avremmo un bagaglio di dati unici e preziosi sullo stato dalla fauna ittica.
Troppo avanti per i suoi tempi...e forse anche ora!


Grazie Massimo!

1 commenti:

giovanni piras ha detto...

caro igor, mi chiamo ciovanni piras e come te sono appassionato di pesca subacquea.però a farmi incontrare con massimo scarpati è stata la comune malattia per la caccia. ho da sempre sentito e letto le sue gesta sportive ma ben poco , anzi niente, sapevo dell'uomo massimo scarpati.pare schivo e taciturno ma è molto simpatico e disponibile. quando ci vediamo passiamo le ore a ridere e raccontare di caccia sopra e sotto il mare. lui è davvero la leggenda vivente (per fortuna vivente gli dico sempre) della pesca subacquea ma è anche un gran signore.uomo di grande cultura del mare (e non solo) può sicuramente lasciare alle future generazioni di pescatori preziosi insegnamenti. ciao giovanni